L’abuso sessuale infantile: impatto sullo sviluppo della personalità e trattamenti

Dott.ssa Romina Galmacci

(Psicologa clinica­-Specialista in Addictive Behaviours e Patologie Correlate)

 

Gli abusi nei confronti dei soggetti in crescita sono di vario tipo e spesso si configurano come un mixt di diverse forme:

  • violenza fisica, caratterizzata da percosse e lesioni di vario tipo;
  • violenza psicologica , nel cui quadro rientrano svalutazioni, umiliazioni e l’assistere ad esempio ad atti di violenza in famiglia;
  • condotte di trascuratezza, che si manifesta nella costante incuria, nell’abbandono affettivo e disattenzione;
  • o all’opposto della precedente forma, nell’ ipercuria, che consiste nell’eccessiva protettivita’ dei genitori verso il bambino, motivata da bisogni simbiotici, e quindi egoistici, del genitore stesso:
  • ed infine, alla forma piu’ raccapricciante,  l’ abuso sessuale, , in cui il bambino, immaturo, dipendente e privo della possibilita’ di scegliere, si trova coinvolto in attivita’ sessuali di vario genere con genitori, familiari o adulti.

Come puo essere definito l’abuso sessuale sul minore?

L’abuso sessuale su minore è stato definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, consulta per la prevenzione sull’abuso di minore (WHO Consultation on Child Abuse Prevention 1999) come “il coinvolgimento di un minore in attività sessuali:che i minori non possono comprendere pienamente,a cui sono incapaci di dare un consenso informato, per le quali il/la bambino/a non sono preparati dal punto di vista dello sviluppo e che violano le leggi o i tabù della società”- L’abuso include pedofilia, stupro, incesto, e qualunque altro atto di violenza sessuale, o comunque tutte le situazioni in cui un minore viene sfruttato per il soddisfacimento sessuale di un adulto, o se questi è coinvolto in attività sessuali non appropriate per il suo sviluppo psico-fisico o se vi si ritrova senza aver avuto la capacità o la possibilità di esprimere alcun consenso. Da cio’ si evince che per abuso sessuale infantile si deve intendere qualsiasi attività che implica il coinvolgimento in attività sessuali di un minore da parte di un adulto che non necessariamente implichino  contatti fisico  .( penetrazione, costrizione al toccare, o al baciare) ma anche attivita’ come costrizione alla esposizione visiva di nudita’ o di atti sessuali, o di video pornografici, provocazioni,  racconti di ordine sessuale,  ecc…

Quali sono i meccanismi di difesa messi in atto dal bambino abusato?

Il bambino in genere reagisce all’abuso innescando due principali meccanismi di difesa, la  rimozione e la dissociazione, che gli consentono di cancellare  dalla sua memoria l’episodio traumatico insostenibile per il suo equilibrio, o comunque di creare una barriera tra il ricordo dell’abuso e la connessione emotiva che in casi contrario ci sarebbe privo di tali meccanismi.

Quali sono danni dell’abuso infantile sulla vita psichica ?

L’abuso sessuale infantile  ha un impatto violento sul normale corso dello sviluppo del minore  rappresentando un grave e troppo precoce evento traumatico: esso  segna in modo molto vistoso la vita psicologica del bambino, alterando lo sviluppo  armonioso della sua personalita’ e della sua sessualita’, sfere che subiranno inevitabilmente delle turbe e che esporranno a rischio la salute mentale del soggetto una volta adulto.

Quali sono gli effetti  dell’abuso sessuale?

Gli effetti a lungo termine del trauma nelle vittime di abuso infantile sono gravi, invalidanti e causano sofferenza fisica e psicologica a breve, medio e lungo termine. Le ripercussioni sono su varie funzioni e aree di personalita come  come  l’autostima, lo sviluppo della sessualità, le capacità relazionali e talora l’impatto sara’ cosi violento da sfociare in disturbi di personalita’, come il disturbo post traumatico da stress , quello depressivo, il borderline, i disturbi della condotta alimentare e varie forme di dipendenze, proprio come effetto della sua ’incapacità di regolarsi e al bisogno costante  di “tenere il controllo” su una situazione che si percepisce in pericolo permanentemente.

Per quanto riguarda l’autostima, il bambino abusato spesso soffre di sensi di colpa feroci, ha scarsa fiducia in se stesso, paura degli altri, e tendera’ a seconda dei contesti o a  deprimersi o ad assumere atteggiamenti vistosamente  aggressivi.

Lo sviluppo della sessualita’ risentira’ del trauma dell’abuso con sintomi quali problematiche ad inquadrare e sviluppare una corretta identità sessuale ed una vita sessuale soddisfacente..

Da quali fattori da cui dipende il livello di gravita’ dei danni psichici?

L’abuso sessuale subito nell’infanzia lascera’ sempre delle ferite, dei segni e delle rotture nella mente del bambino anche una volta adulto. La gravita’ del tipo di “disadattamento” dipenderanno da diversi elementi:

a) la natura, la durata, la gravita’ dell’esperienza di  abuso subito: ossia se si è trattato di veri e propri rapporti fisici, toccamenti o esposizioni visive o altro;

b) l’età  in cui il trauma è stato subito e le capacita’ di autocura  individuali del bambino;

c) l’identità dell’adulto abusatore: : più la parentela è prossima alla vittima, piu’ il coinvolgimento affettivo del bambino sara’ massimo e quindi peggiori saranno le conseguenze del trauma subito;

d) le risorse affettive dell’ambiente in cui cresce il bambino ;

e) la possibilita’ di ricorrere ad interventi di sostegno e aiuto in una fase precoce del trauma

Esistono ricerche che provano la trasmissione intergenerazionale dell’abuso?

La storia personale dei genitori sono strettamente legate all’abuso: molti dei genitori abusanti sono stati a loro volta vittime di punizioni corporali e maltrattamenti, e alcuni lo ritengono un metodo legittimo per educare i propri figli.

La trasmissione intergenerazionale dell’abuso ammonta a circa un terzo dei genitori abusati (Cicchetti & Toth, 2006), il che fa pensare alla presenza di molte altre variabili che interagiscono a formare una figura genitoriale abusante, quali, ad esempio, lo status socioeconomico, il malfunzionamento della coppia, o sconvolgimenti della quotidianità familiare e relative difficolta di adattamento della stessa.

Qual’è il profilo dell’abusante sessuale sul minore?

Secondo alcuni studi il sex offender sviluppa i suoi comportamenti devianti molto presto, e cioè, in media, intorno ai 18 anni. I disturbi di personalita’ che piu’ frequentente emergoo nel soggetto abusante sono:

  1. Disturbo di Personalità borderline caratterizzata da  instabilità emotiva e  impulsivita’ aggressiva;
  2. Disturbo antisociale che si manifesta con la totale assenza di empatia, difficoltà nella riflessività autocritica e nella intolleranza verso le regole;
  3. Sindrome narcisistica di personalità, con un atteggiamento pre-genitale di tipo predatorio;
  4. Gravi depressioni e disturbi d’ansia, la cui naturale conseguenza risulta essere uno stile educativo anaffettivo e non responsivo verso i bisogni  del bambino;
  5. Condotte di dipendenza patologiche ( alcolismo, tossicodipendenza, gioco d’azzardo, altre dipendenze)

Perche’ spesso è l’intera famiglia che va considerata abusante?

È evidente come si intreccino caratteristiche disfunzionali complementari, tanto da non poter parlare di una singola figura problematica, poiché è l’intera famiglia ad essere considerata abusante: si presentano due tipologie di personalità, sia materna sia paterna, che interagiscono fra loro e insieme costituiscono un fattore di rischio: in genere una figura materna, passiva, succube, vittima di maltrattamenti, rifiutata dalla famiglia di origine, con esperienze di abuso alle spalle va ad interagire con una figura paterna, autoritaria, violenta, rigida, insensibile ai sentimenti e ai bisogni degli altri, immaturo nella sfera personale e con un basso grado di controllo degli impulsi.

L’approccio al bambino abusato

Molte persone abusate nell’infanzia trascorrono anni prima di superare, accettare o addirittura prendere consapevolezza dell’abuso che hanno subìto quando erano bambini, alcuni purtroppo non riescono a farlo lungo tutto l’arco della loro vita.  Inoltre, oltre alla sofferenza associata alla mancata elaborazione del trauma, molte delle esperienze di vita della persona che è stata abusata subiscono l’effetto negativo della precoce vittimizzazione (l’abuso infantile) innescando effetti negativi a cascata sulla vittima, come nei casi di successiva ri-vittimizzazione in età adulta . Per tale ragione, è necessario il ricorso ad un aiuto professionale il piu’ presto possibile per evitare  che  ulteriori carichi di sofferenza si aggiungano ai precedenti con un insostenibile innalzamento del livello di stress  e dei sentimenti di vulnerabilita’..

Il programma finalizzato al rinforzo della diade figlio-genitore protettivo:  il trattamento del genitore sano

Parallelamente alle attività individuali con il minore vittima dell'abuso sessuale andrà avviato un programma teso a rinforzare la diade genitore protettivo-figlio in cui lo psicologo si porra nel ruolo di mediatore  aiutando il primo  a rapportarsi con la piccola vittima in modo da riuscire a comunicargli fiducia, accettazione ed impegno a proteggerlo. Puo essere utile ad esempio  anche studiare una serie di  strategie (ad esempio scrivere lettere, tenere diari) che possano costituire piccoli passi di avvicinamento ad un confronto che, se troppo precocemente diretto, può indurre timore. Tutto questo deve servire per costruire una nuova e più profonda solidarietà tra l'adulto e il bambino. L'importanza di questa fase è tale da farla considerare come il "vero perno" intorno al quale ruota l'intervento terapeutico, soprattutto nel caso in cui l'abuso sia stato intrafamiliare.

Va inoltre ricordato che l’adulto non abusante è quasi sempre angosciato dai vissuti del tutto analoghi a quelli del figlio; difatti tale genitore si attribuisce spesso inconsciamente la responsabilità dell'abuso, sentendosi colpevole per non aver sufficientemente protetto il figlio, percependo i primi segnali.

È necessario che il terapeuta analizzi con l'adulto le precedenti strategie adottate per controllare la vita del minore, al fine di individuarne eventualmente di migliori sul piano educativo Talvolta la somma emotiva di questi sentimenti paralleli fa salire troppo il livello di angoscia, finendo per costituire un ostacolo al processo terapeutico: si rende indispensabile quindi  fornire al genitore  protettivo la giusta percezione di responsabilità dell'abuso, in modo che sia tollerabile e suscettibile di evoluzione positiva, e cio’ sara’ attuabile sostituendo la percezione di colpa  con quella di vulnerabilità, a cui ha ceduto l'adulto protettivo di fronte all'imbroglio, posto dall'abusante come strategia per sostenere la relazione incestuosa

Oltre ai sensi di colpa, il genitore non abusante prova di solito anche forte rabbia e risentimento verso il familiare abusatore; l'assenza di tali emozioni può essere considerata un segno negativo rispetto alla capacità di tale genitore di impegnarsi a proteggere il figlio o di empatizzare con lui. Va evidenziato in proposito che il terapeuta  non deve permettere che questi sentimenti si trasformino in ira e desiderio di vendetta nei confronti dell'abusante, perché ciò potrebbe aumentare l'ansia del bambino

Il genitore protettivo deve quindi imparare ad esprimere la propria rabbia soltanto in assenza del figlio ed inoltre va incoraggiato ad individuare nel proprio ambiente persone con cui poter parlare ed esprimere la propria ira. Una volta che l'espressione della rabbia è stata moderata, possono essere utili alcuni incontri col terapeuta insieme al figlio, il quale può così rendersi conto, senza esserne traumatizzato, che anche il genitore è arrabbiato col responsabile dell'abuso, in tal modo venendo confermato e validato nei suoi sentimenti e nelle sue emozioni.

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