Obesita’ e Disturbo da Alimentazione Incontrollata

L’approccio psiconutrizionale al paziente obeso con Bed


Dott.ssa Romina Galmacci

Quali correlazioni tra obesita’ e bed?

L’obesità rappresenta una delle problematiche sanitarie e sociali emergenti del Terzo Millennio tanto che considerando il continuo aumento di questa condizione, sia nei Paesi sviluppati, che in quelli in via di sviluppo, oggi spesso si parla di “epidemia globale dell’obesita’”. In Italia le ultime ricerche hanno evidenziato che il 34,2% della popolazione è in sovrappeso, il 9,8% è obesa e prevedono che nel 2025 il tasso sara’ cosi’ elevato da poter parlare di una pandemia.

L’obesita’ spesso è accompagnata da complicanze di ordine psicopatologico. Una di queste è il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder, BED), un disturbo atipico della condotta alimentare, in cui l’assenza o comunque il ricorso non sporadico a condotte compensatorie (es. uso di lassativi, vomito autoindotto, ecc.) conduce inevitabilmente il soggetto ad aumentare di peso. Ne deriva quindi che la maggior parte delle persone affette da questo disturbo, sono obese o in sovrappeso.

Cos’e’ il Disturbo da Alimentazione Incontrollata?

La patologia si caratterizza per la presenza di “abbuffate”, che non essendo accompagnate, contrariamente a quanto avviene per la Bulimia Nervosa, da “ condotte di compensazione” , (es. uso di lassativi, vomito autoindotto, ecc.), finalizzate appunto a bilanciare l’ingestione del cibo assunto in eccesso , conduce inevitabilmente il soggetto ad aumentare di peso.

Le persone che soffrono di un Disturbo da Alimentazione Incontrollata pur avvertendo un marcato disagio nel perdere il controllo sul cibo, a differenze delle persone con Bulimia , non sempre danno importanza al peso o alla figura corporea per valutare se stessi e proprio per questo non ricorrono a condotte di compensazione. A differenza di altri pazienti obesi che non hanno un disturbo alimentare, riportano una maggiore sintomatologia psichiatrica, in particolare, disturbi d’ansia, di personalità e depressione.

Le abbuffate si ripetono in genere più volte la settimana, anche quando non si avverte lo stimolo fisica della fame , accompagnate dalla sensazione di perdere il controllo su quello che si mangia, dal senso di colpa e profonda vergogna e da pensieri negative. Più sono frequenti le crisi bulimiche più le persone con BED presentano sintomi psichiatrici e si sentono depresse: da studi approfonditi risulta che prevalenza nel corso della vita in questi pazienti della depressione si attesta intorno al 60%.

Quale l’impatto del Bed sulla qualita’ della vita?

Un aspetto rilevante del problema nel Bed da considerare è quello delle ripercussioni psicologiche che aggravano il quadro clinico del paziente. Il disturbo da alimentazione incontrollata influenza la vita della persona, la quale non ne soffre pertanto solamente da un punto di vista fisico, ma anche psicologico e

sociale. Dal punto di vista psicologico le persone sono spesso depresse o stressate a causa del problema alimentare, e possono presentare isolamento sociale, poiché si vergognano del proprio stile alimentare o peilfatto di essere in condizione di soprappeso o di obesità.

Cio che emerge dall’esperienza stessa dei pazienti obesi è che essere obesi, in un contesto sociale fortemente discriminante, “ fatto per i magri” e caratterizzato dalla frequente associazione “grasso e pigro”, “ grasso e magro”, da’ luogo ad un senso negativo di se’, che li conduce a percepirsi “ diversi e anormali” da un lato e dall’altro a ricorrere, con l’obiettivo di sentirsi accettati, alla maschera di chi è sempre sorridente ed allegro.

Alcuni pazienti descrivono una sorta di dissociazione dal loro corpo che li porta spesso ad evitare il confronto con lo specchio: “ mi sento intrappolato nel mio corpo”, sento come se il mio corpo non mi appartenesse” .

L’approccio integrato al paziente obeso con bed: counseling psicologico ed aspetti medico-nutrizionali

Steps del percorso di counseling

Dopo un’attenta valutazione diagnostica che escluda la presenza di disturbi depressivi gravi, stati psicotici e disturbi a livello di personalità e dopo aver esaminato la motivazione del paziente, è possibile iniziare un percorso di counseling psicologico che avrà come obiettivo quello di mettere in crisi il sistema di false credenze che ruotano attorno alla relazione che il soggetto ha con il cibo e accompagnare la persona verso il potenziamento delle abilita’ di fronteggiamento delle situazioni problematiche, nel rispetto dei valori, delle risorse personali e della sua capacita’ di autoderminazione. Nel percorso di counseling psicologico è importante stipulare una sorta di contratto, stabilendo gli obiettivi che il paziente desidera raggiungere, favorire un processo di potenziamento delle risorse della persona (empowerment) che contribuirà a tracciare la strada verso il cambiamento ed il benessere.

Nel percorso con il paziente Bed sono importanti i seguenti steps:

• individuare le cause del comportamento alimentare inadeguato;

• favorire il riconoscimento delle proprie emozioni, sentimenti;

• far emergere la capacita di confrontarsi con i propri conflitti interiori;

• potenziare la capacita’ di miglioramento della relazione con gli altri;

• individuare e proporre delle condotte alternative al comportamento alimentare inadeguato.

Aspetti medico-nutrizionali

Un corretto inquadramento nutrizionale del paziente obeso non puo’ prescindere dalla valutazione anamnestica del paziente, al fine di comprendere la presenza di comorbilita’psichiatriche come il BED, l’iperfagia prandiale, il grignottage (lo spizzichio durante la giornata), anche al fine di essere coadiuvati da specialisti psichiatri e psicoterapeuti esperti nel settore, o, comunque, da impostare una terapia psicofarmacologica idonea.

Cio’ detto, il paziente obeso viene comunque inquadrato dal punto di vista morfologico al fine di valutare se la deposizione di grasso sia prevalentemente viscerale o sottocutanea.

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