I DISTURBI NELLA CONDOTTA ALIMENTARE NEI BAMBINI

Anoressia, bulimia, obesita’ psicogena, disturbo da alimentazione selettiva, ed altri disagi nel rapporto col cibo nell’infanzia:  un trend in continua crescita


Dott.ssa Romina Galmacci

(Psicologa clinica­-Specialista in Addictive Behaviours e Patologie Correlate)

Gli ultimi dati statistici mettono in evidenza quanto negli ultimi dieci anni  si sia notevolmente abbassata la soglia di insorgenza di problematiche relative all’alimentazione nell’infanzia: difatti, se fino a qualche anno fa i disturbi della condotta alimentare, come bulimia, anoressia, obesita’ psicogena, disturbo da alimentazione incontrollata, e altri, facevano la loro comparsa a partire dalla puberta’ o dalla prima eta’ adulta, oggi un numero sempre maggiore di bambini gia’ attorno ai 6/ 7 anni, accusa sintomi di alterazione nel rapporto con cibo.

Quali sono i disturbi della condotta alimentare piu’ diffusi  nell’infanzia?

L’anoressia nervosa si può presentare nei bambini a partire dagli 8 anni e si caratterizza per il tentativo di perdere peso o di evitare l’aumento di peso tramite l’evitamento o la restrizione dell’assunzione di cibo, il vomito auto-indotto, ed altri comportamenti. Nel rifiutare il cibo i bambini possono sentire la paura di ingrassare, la presenza di una sensazione di pienezza e dolori all’addome. Per perdere peso il bambino potrebbe iniziare attività sportiva in modo eccessivo arrivando ad allenarsi di nascosto dai genitori o di notte. Spesso il bambino ha pensieri e preoccupazioni riguardanti il suo peso e la forma del corpo, ed è profondamente insoddisfatto del proprio aspetto corporeo.

La bulimia nervosa nell’infanzia è meno comune rispetto anoressia nervosa, tuttavia va sottolineato che esista anche nei pazienti molto piccoli, il continuum tra un disturbo e l’altro che si osserva nei soggetti adulti. Il disturbo è caratterizzato dalla presenza di  abbuffate che vengono vissute come incontrollabili. Di solito per evitare l’aumento di peso bambini e adolescenti utilizzano il vomito auto-indotto. Anche in questo caso la caratteristica centrale del disturbo è la preoccupazione per il peso e la forma del corpo che alimenta il tentativo di evitare l’aumento di peso.

Il disturbo di alimentazione Selettiva è uno disturbo molto diffuso nell’infanzia, e il sintomo principale è proprio quello di un’alimentazione “molto selettiva” dei cibi tanto che alcuni bambini arrivano a nutririsi solo con 4 o 5 categorie di alimenti. I cibi vengono rifiutati in genere in base a caratteristiche sensoriali, come il gusto, l’odore , il colore o la consistenza.   Il Selective Eating  presenta sintomi simili all’anoressia nervosa ( evitamento del cibo e perdita di peso) ma senza la preoccupazione per le forme corporee ed il peso. Il disturbo ha un impatto sul funzionamento sociale del bambino per via della selettivita, e ci saranno problemi di disagio e vergogna ad esempio per gite scolastiche, feste di compleanno,  visto la restrizione dei cibi comporta disagio sociale e vergogna nell’infanzia che si amplificheranno se non si interviene nell’eta’ adolescenziale..

L’obesita’ psicogena, rappresenta uno dei disturbi sempre piu diffusi tra i bambini in Italia, dove la prevalenza di sovrappeso/obestia’ è tra le maggiori in Europa, e per quanto riguarda la popolazione infantile, i dati epidemiologici registrano una percentuale di sovrappeso a 8-9 anni è del 23,6%,e una quota di obesita’ pari al 12,3%. situazioni familiari conflittuali, complesse sul piano della coppia genitoriale.

Nei bambini il distrurbo , definito anche “fame nervosa” insorge quasi sempre dopo situazioni di perdita o vissuti di abbandono o in seguito a situazioni familiari conflittuali complesse sul piano della coppia genitoriali.

Il disturbo viene scelto” inconsciamente dal bambino per avere un maggiore spazio nel mondo in maniera aggressiva ed ostile (  giungerndo in questo modo a percepirsi di avere “peso” e importanza aumentando il proprio volume) per nascondere dietro la massa adiposa  in eccesso che va a formare una sorta di corazza, una  barriera protettettiva , sentimenti di  fragilita,  di vuoto, e di disvalore,  che  vengono colmati da un lato dal mangiare, vissuto dal bambino come una sorta di sedativo, e dall’altro da fantasticherie e sogni che lo allontanano dal mondo reale. L’accumulo di massa grassa  quindi si configura simbolicamente una sorta di “ritenzione emotiva”, per cui il bambino accumula emozioni che non esperisce come tali o che non riesce a fronteggiare.

Le due caratteristiche  principali del disturbo sono :

  • la “coazione a mangiare ripetutamente”, ossia da una modalita’ compulsiva verso il cibo,  che  rappresenta la negazione della perdita dell’oggetto, che in questo modo il bambino si illude incosciamente di sostituire con gli alimenti;
  • la voracità, che  è collegata a stimoli psichici come l’ansia, la rabbia e la frustrazione che appunto vengono sedati col cibo.

Come riconoscere la presenza del disturbo nei bambini? Quali sono i “campanelli di allarme” da intercettare?

I primi  segni del disturbo compaino tra i 6 e i 10 anni e  se si riesce ad intercettarli per tempo permetteranno  un piu facile e rapido recupero della problematica. I segni-sotto elencati  sono diversi a seconda se il distrurbo della condotta alimentare è nella direzione anoressica o bulimica.

  • Modalita’ alterata di come il bambino/a mangia ( sminuzza il cibo in pezzi piccolissimi,  lo ingoia, esclude alcuni cibi in base a colore, consistenza, odore,  è lento/a);
  • Evitamento del cibo, restrizione alimentare e perdita di peso;
  • preoccupazione  per la forma fisica
  • immagine corporea distorta;
  • tendenza a chiudersi in se stesso/a (ritiro sociale);
  • iperattivita fisica;
  • assunzione di acqua e uso frequente del bagno;
  • Stati di ansia e/o sbalzi di umore, insofferenza ed irrequitezza con non facevano parte delle caratteristiche precedenti della personalita’ del bambino/bambina;
  • bassa autostima;
  • bisogno di controllo;
  • Senso di vergogna ( es:“sono cattivo/a “,  “ non servo a nulla”)

Quali sono i fattori causali dell’insorgenza dei disturbi della condotta alimentare nei bambini?

Ci sono fattori genetici: difatti è stato dimostrato dalle ricerche che esiste una predisposizione genetica allo sviluppo dei dca. Inoltre vi sono i cosiddetti “fattori di rischio” di ordine ambientale, tra cui rientrano per quasi il 40% eventi traumatici ( abbandoni, maltrattamenti, molestie, abusi sessuali), scarsa autostima  o sensi di colpa del bambino, stati depressivi della madre.

Cosa si nasconde dietro il disturbo?

Il bambino molto piccolo non ha acquisito ancora la capacita’ di verbalizzare i suoi stati di malessere, di disagio o di sofferenza, quindi attraverso  il linguaggio del corpo e il rapporto con il cibo cerca di inviare segnali di ricerca di aiuto. Il disturbo della condotta alimentare, al di la’ del problema puro di ordine nutrizionale, coinvolge la sfera psicologia e relazionale e  rappresenta la modalita con cui il bambino comunica  uno stato di malessere passeggero o uno stato di disagio piu’ profondo e importante

Cosa fare? L’importanza degli interventi di prevenzione

Come evidenziato nella premessa, i disturbi della condotta alimentare nell’infanzia non sono facilmente riconoscibili, in quanto in cambiamenti fisici e psicologici possono essere attribuiti all’eta’. La prevenzione, mediante programmi formativo-informativi nelle scuole, rappresenta lo strumento di elezione per identificare i “comportamenti a rischio” , la cui insorgenza  puo’ portare a danni importanti e anche irreversibili per la salute psichica e fisica del bambino.

Torna indietro

Joomlart
Questo sito utilizza i cookie. Usiamo i cookie per darvi il massimo della esperienza e della usabilità nel nostro sito. La prosecuzione nella navigazione comporta la accettazione dei cookie.

Ulteriori informazioni