DIABETE E PSICOLOGIA

LA NECESSITA’ DI UN TRATTAMENTO PSICOLOGICO NELLA GESTIONE DEL DIABETE. VERSO L’INTEGRAZIONE DELLA MALATTIA IN UNA NUOVA IDENTITA’ PERSONALE


Dott.ssa Romina Galmacci

(Psicologa clinica-Specialista in Addictive Behaviours e Patologie Correlate)

 

Perche’ la necessita’ di una gestione integrata del paziente diabetico?

Va sottolineato che la gestione integrata del diabete favorisce l'equilibrio glicemico ed aiuta la gestione clinica e medica del diabete e delle sue complicanze. Tutte le linee guida relative alla gestione clinica del paziente diabetico, ultimamente prendono in considerazione il suo livello di ansia e depressione e suggeriscono come primo approccio l'instaurarsi di una terapia psicologica e/o farmacologica finalizzata a ridurre livelli di stress del paziente stesso. Per il medico diabetologo la gestione dello stress psicologico del paziente è fondamentale per garantirgli un migliore equilibrio glicemico e per tenere sotto controllo le complicanze stesse del diabete (cardiovascolari, renali, oculari e neurologiche).  Pertanto nella gestione clinica della malattia, è necessario considerare gli aspetti psicologici, proprio perchè’ perche’  psiche e corpo, interagendo tra di loro, spesso inducono stress, una risposta dell’organismo a richieste di modificazione e cambiamento, che  viene ad incidere nella regolazione del livello glicemico del paziente.

Quale è la rilevanza del trattamento psicologico del paziente diabetico?

L’accettazione del diabete è un processo lento e graduale, simile a quello della elaborazione di un lutto e comporta diverse fasi di adattamento, caratterizzate ciascuna da vissuti diversi.

Le fasi del processo di accettazione sono:

1)     Fase dello shock che segue alla diagnosi, caratterizzato da un vissuto di sorpresa ed angoscia ed in cui la persona non capisce cosa gli sta succedendo;

2)     Fase della Negazione, caratterizzato dal distacco emotivo e dalla banalizzazione con il pensiero vi sono malattie piu’ gravi;

3)     Fase della Ribellione, in cui il paziente sperimenta rabbia verso la malattia e pertanto si sente in sfida e guerra con questa;

4)     Fase della Contrattazione, caratterizzata da atteggiamenti di collaborazione e manipolazione con il medico.

Il grado di coping, o adattamento alla malattia, rappresenta uno degli aspetti emotivi che incide sulla gestione della malattia.

Un momento particolarmente delicato è quello della diagnosi, che segnala l’insorgenza della malattia cronica: un evento che segna la rottura definitiva dell’equilibrio organico, psicologico e sociale. Difatti, la comparsa del diabete altera in modo vistoso i precedenti equilibri e richiede alla persona uno sforzo intenso per riuscire ad integrare la malattia in un nuovo equilibrio psicofisico, ossia in una nuova identita’.  Il diabete conduce di regola il paziente affetto dalla malattia a vissuti e convinzioni che richiedono una difficile ricostruzione delle propria identita’ personale. Inoltre, nel corso del lungo processo di adattamento, spesso si crea un “circolo vizioso” in cui la malattia facilita la formazione di manifestazioni psicopatologiche, come depressione e ansia, che, dietro cui spesso si nascondono bassa autostima, sentimento di impotenza e scarsa motivazione a prendersi cura di se’, sintomi che a loro volta vengono a condizionare negativamente la gestione della malattia. Proprio per quanto poc’anzi evidenziato, gli standard Italiani ed Internazionali di cura del diabete raccomandano di includere nella gestione del diabete una valutazione preliminare psicologica e della condizione sociale e di inserire il trattamento psicologico nelle cure abituali.

I fattori psicosociali della cura del diabete sono stati inclusi per la prima volta nel 2005 nelle linee guida della’ ADA (Associazione Americana Diabetici ) in cui si raccomanda, anzichè attendere che  emerga un problema specifico o si deteriori un quadro psichico,  inserire la valutazione psicosociale nella gestione della malattia e il trattamento psicologico nelle cure abituali. Tale valutazione psicologica, che comporta la rilevazione della sua condizione psicologica e sociale, rappresenta una componente importante sia nella gestione della malattia cronica, nonche’ nella condivisione del paziente al trattamento: dalle ricerche difatti risulta che una delle cause della mancata adherence da parte del paziente al trattamento è proprio la mancata valutazione psicosociale da parte del medico.

Quali sono  le finalita’ del trattamento psicologico?

Il primo scopo del trattamento psicologico nei pazienti diabetici è rispondere alla “richiesta di relazione”, causata dalla “crisi della comunicazione” tipica in tutte le malattie croniche: quel fenomeno caratterizzato dalla chiusura della persona su tre livelli: con se’, gli altri ed il mondo, per cui la richiesta di cura racchiude non solo una semplice richiesta di aiuto tecnico.

Le ulteriori finalita’ del trattamento consistono nel potenziare la motivazione a prendersi cura’ di se’ richiamando la persona alla responsabilita’ verso il proprio corpo e se stessi, ad accettare la malattia e la sua cronicita’, la sua gestione quotidiana, a sviluppare un atteggiamento collaborativo con il personal medico a smorzare  il locus of control  esterno per  attivare comportamenti diretti alimentare gradualmente la fiducia nelle proprie risorse.

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